Solo qualche settimana fa è comparsa sui giornali la notizia della tredicenne che ha tentato il suicidio dopo che in gita un professore gli aveva sequestrato il telefono, notizia che dovrebbe farci riflettere profondamente su ciò che sta accadendo alle nostre vite e soprattutto porre attenzione al vissuto dei giovanissimi. Negli ultimi decenni numerosi studi hanno iniziato a parlare di dipendenze comportamentali, ossia quei disturbi compulsivi verso un determinato tipo di comportamento che porta alla dipendenza, oggi questi comportamenti includono anche l’utilizzo internet, dei social network e degli smartphone. Come nelle bambole russe ciascuna di queste dipendenze include inevitabilmente l’altra e tutte rispondono agli stessi sintomi: rilevanza nei pensieri e azioni a discapito di altro influenza sul tono dell’umore, sintomi di astinenza, incapacità di gestire i conflitti interpersonali derivati dall’assenza dello strumento, recidiva, aumento della tolleranza all’utilizzo aumentando sempre di più le ore, atteggiamenti compulsivi (come controllare spesso lo smartphone).

Le dipendenze comportamentali sono rifugi per difficoltà molto più ampie che se non viste e curate nel momento opportuno sfociano in comportamenti disfunzionali alla vita stessa. Le dipendenze da rete infatti portano i soggetti a isolarsi dal mondo reale e spendere la maggior parte del proprio tempo nel mondo virtuale: la rete assume un’importanza centrale nella vita di una persona e questo è tanto più vero nel momento in cui è possibile accedere alla rete in qualsiasi momento grazie agli smartphone (studi rilevano che la media delle ore di utilizzo di internet è di circa 8/9 al giorno). La dipendenza da smartphone prende infatti un nome specifico nomofobia (nomo dall’inglese “no-mobile”) e i comportamenti compensativi messi in atto a fronte della possibile disconnessione sono l’attenzione costante per il livello della batteria (chi ne soffre ha sempre con sé una batteria esterna o del carica batterie per fronteggiare il possibile spegnimento del telefono) e per il credito telefonico. Gli smartphone ci permettono di coltivare le nostre relazioni sui social, di pubblicare, condividere, esprimere il proprio stato d’animo, chattare con amici e con sconosciuti, comportamenti che se portati agli estremi possono compromettere le normali attività quotidiane, come lavoro e scuola, e anche inficiare sulle relazioni reali, laddove è più facile gestire un’identità virtuale più che confrontarsi con la realtà.

Siamo indubbiamente di fronte a nuove forme di dipendenza, tocca a noi tenere alta l’attenzione per sollevare la testa dallo schermo e vivere davvero la nostra vita.

Per approfondire:
https://www.ipsico.it/sintomi-cura/dipendenze-comportamentali/
https://www.ipsico.it/news/nomofobia-e-dipendenza-da-smartphone/
https://www.ipsico.it/news/dipendenza-dai-social-network/
https://www.ipsico.it/sintomi-cura/dipendenza-da-internet/

Posted by Redazione

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