Li possiamo chiamare giochi macabri, oppure possiamo riconoscere che in quel particolare periodo della vita chiamato adolescenza l’insicurezza, la fragilità e non ultima la solitudine sono le gambe che conducono in luoghi dove mai si dovrebbe andare. In fondo è sempre stato così ma oggi quell’inquietudine, rabbia e smarrimento trovano rifugio nel web. Nel web tutto è accessibile, tutto è meno controllabile ma soprattutto si trova di tutto. Nell’epoca dei social, dei profili e dei gruppi chiusi tutto questo è normale, per certi versi ormai fisiologico e diventa risposta a quel senso di solitudine in crescita; si trasforma però in dramma quando il web si veste di dark! Così, i gruppi chiusi diventano luoghi d’istigazione ad avvicinarsi sempre di più alla linea che separa vita e morte, sono una provocazione per mettersi alla prova fino al punto da lasciare segni indelebili. L’articolo de L’Espresso ci racconta di un fenomeno ormai noto, quello della Blue Whale, e ci offre lo spunto per riflettere su dinamiche che il mondo adulto deve iniziare a vedere.

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/05/19/blue-whale-o-non-blue-whale-nella-rete-gruppi-chiusi-challenge-rifugi-virtuali-e-giochi-pericolosi-esistono-davvero-ecco-i-segnali-da-riconoscere/

Posted by Redazione

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