“Più conosci più ti proteggi” è uno degli slogan fondanti del concetto di prevenzione, ma nella realtà in cui viviamo fatta di troppe informazioni la sensazione è quella di sapere sempre tutto e non conoscere nulla. Iprogetti di prevenzione rivolti ad adulti e adolescenti si muovono nella direzione di ampliare lo sguardo e contemporaneamente fare un affondo su questioni specifiche al fine di accrescere la quantità di conoscenza e consapevolezza delle azioni che quotidianamente si svolgono. Conoscenza e consapevolezza possono però risultare insufficienti se non si opera nell’ottica della partecipazione: la convinzione è che dall’incontro con i soggetti destinatari della prevenzione possa nascere una conoscenza nuova, non più formulata sulla base di sapere impartito, quanto piuttosto dall’esperienza che l’incontro stesso ha generato, nell’ottica di un cambiamento. È in questo che la prevenzione dovrebbe differenziarsi dall’informazione sterile: non è sufficiente, per quanto importante, aumentare la conoscenza, ma piuttosto «favorire nel destinatario operazioni di decodifica delle esperienze nelle quali è inserito e di “leggersi” (autoconsapevolezza) in tali esperienze»[1].L’assunto è che la prevenzione, posta in questi termini, sia l’apripista per un maggior senso critico che, se opportunamente stimolato, produce delle nuove forme di agire.

È su queste linee che si è sviluppato il progetto STOPDEEPWEB, il cui sloganè una provocazione in quantofermare il Deep web equivale difattoa fermare il mondo di internet.Il nostro intento è invece quello difermarsi per riflettere: STOP alla non conoscenza,STOP all’utilizzo illimitato, STOP alla condivisione a tutti i costi, STOP alla navigazione selvaggia, STOP all’acquisto di sostanze stupefacenti!

STOPDEEPWEBè un progetto promosso dal Ministero degli Interni inseritoin una più vasta programmazione europea di politiche di prevenzione all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Le azioni svolte hanno avuto come obiettivo principale la condivisione di una mappa virtuale per orientarsi in rete e mettere in guardia ragazzi e adulti rispetto all’accesso a siti pericolosi. Inoltre, il progetto si è mosso verso una diffusione di un sistema di comunicazione interattivo sui rischi del web attraverso l’attivazione di esperienze educative ed artistiche per promuovere una cultura partecipata sull’uso consapevole, con un affondo sull’acquisto di sostanze in rete.

Per capire meglio di cosa si parla di seguito riportiamo un piccolo schema di come viene suddiviso brevemente il mondo di internet formulato dai ragazzi[2] incontrati durante i percorsi di prevenzione e alcune buone prassi scoperte insieme:­

L’INTERNET che utilizziamo tutti i giorni è detto DI SUPERFICIE, è la parte della Rete che viene mappata dai motori di ricerca tradizionali, come Google o Bing.

Il DEEP WEB, invece, è la porzione di Internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca, per cui non la troveremo mai tramite Google.

Il DARK WEB è una piccola parte di web non indicizzato, che si può considerare una porzione del deep web e si compone di pagine con un dominio .onion, accessibili utilizzando Tor.

Il Deep web comprende tutti i sistemi di messaggistica protetti da crittografia e i siti accessibili dai domini .onion, questi sistemi non sono tracciabili e/o garantiscono l’anonimato. Si parla di Dark web quando le azioni che si svolgono attraverso il Deep web vanno contro la legge: vendita di stupefacenti, armi, materiale pedopornografico, traffico di esseri umani, ecc. Quindi è importante:

  • Non prestare il tuo telefono, computer o dispositivo con aperte le tue pagine social personali o mail (anche un tuo amico potrebbe approfittarsene)
  • Sui social network controlla sempre TUTTE le impostazioni del profilo e restringi il più possibile la visualizzazione e l’accesso alle informazioni che ti riguardano
  • In rete, come nella realtà, offendere qualcuno, dire il falso su di lui o divulgare messaggi privati è contro la legge e può essere reato.
  • Non dare per scontato di conoscere l’identità della persona con cui messaggi o con cui stai chattando.
  • Fai molta attenzione a quello che pubblichi su di te: luoghi, indirizzi, immagini, video ecc: potrebbero essere utilizzate da altri, potresti essere rintracciato, potresti pentirtene un domani; non è vero che è facile cancellare ciò che hai postato: anche se lo cancelli qualcuno potrebbe essersene già appropriato.
  • Prima di aprire qualsiasi link che ricevi, verifica la fonte.
  • Prima di arrivare a te un messaggio può essere intercettato da qualcun altro e manipolato o utilizzato in modo scorretto; anche i messaggi che invii tu possono essere “riutilizzati” (screenshot, messaggi inoltrati ad altri) contro di te creando situazioni che possono portare anche al cyber bullismo.
  • Infine è importante ricordare che il mondo del web è un mondo virtuale ma le conseguenze di ciò che facciamo hanno ricadute in quello reale.

[1]S.Tramma, L’educatore imperfetto, Roma, Carrocci editore, 2008, p.105

[2]Lavoro prodotto e diffuso attraverso azioni di peereducationdai ragazzi della IVC dell’istituto di istruzione superiore “Enzo Vanoni”

Posted by Redazione

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