Ormai il mondo si conosce in chat: possono separarci migliaia di chilometri eppure ci sembra di essere vicini di casa, possiamo fingere chi non siamo perché tanto è quello che mostro a dire chi sono, possiamo proteggerci dietro ad uno schermo pensando che tutto possa finire una volta chiusa l’applicazione. L’articolo di Fanpage ci racconta la vicenda di due adolescenti, una vittima e l’altro persecutore, conosciuti in una chat con l’idea, almeno per lei, che rimanesse tutto nel mondo virtuale. Quando poi ha sentito che le minacce erano giunte al mondo reale si è sentita come tra nella rete di un ragno, con poche possibilità di fuga. Lei ha avuto però il coraggio di fare denuncia e ha fermato uno dei suoi incubi peggiori. Mai vergognarsi, mai essere vittime, denunciate anche ciò che arriva dal mondo di internet.

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Posted by Redazione

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