Il progetto

Stop Deep Web – Progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della gioventù e del Servizio Civile Nazionale

Premessa

«Negli ultimi anni – spiega Paganini proprio in una delle ultime versioni del rapporto Clusit sulla sicurezza – si sente sempre più spesso parlare di Deep Web e Dark Web, termini spesso abusati e confusi e di consueto associati ad attività criminali.Con il termine Deep Web si indica l’insieme dei contenuti presenti sul web e non indicizzati dai comuni motori di ricerca (ad es. Google, Bing), mentre con il termine Dark Web si indica l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente che sono ospitati in siti web il cui indirizzo IP è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo. Elementi appartenenti al Dark Web sono anche i contenuti privati scambiati tra utenti all’interno di un network chiuso di computer, strutture definite come darknet». – Fonte Pierluigi Paganini – Digital4 Trade.

Le iniziative presenti nel progetto si ispirano alle strategie dell’UE in materia di droga per il periodo 2013 -2020 nei terreni individuati dall’intervento. Il fenomeno del consumo di sostanze psicoattive è in mutamento: la percezione è quella che queste sostanze non siano “droghe” ma una aiuto per affrontare e superare le difficoltà della vita quotidiana, il loro reperimento attraverso il web rende tutto il processo più facile e “pulito”.


Obiettivi

L’obiettivo generale consiste nel sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto alla pericolosità che l’accesso e la fruizione di alcuni siti dedicati alla promozione e alla commercializzazione  di sostanze psicotrope può rappresentare per gli adolescenti. Nello specifico si intende raggiungere i seguenti obiettivi:

  1. Sviluppare consapevolezza sui rischi dell’uso non controllato del web innalzando il livello di attenzione percepito;
  2. Fornire ai ragazzi una mappa virtuale per orientarsi in rete ed evitare i siti pericolosi;
  3. Fornire ai ragazzi e agli insegnanti uno strumento concreto di riparo all’accesso ai siti pericolosi del web;
  4. Diffondere un sistema comunicativo interattivo sui rischi connessi all’uso del web;
  5. Promuovere una cultura partecipata sull’uso consapevole del web;
  6. Connettere l’attività preventiva ed educativa alle tecniche espressive (Poetry slam, Playback Theatre, Teatro dell’oppresso);
  7. Stimolare e sviluppare ove possibile nei partecipanti conoscenze e competenze artistiche in grado di fornire esperienze alternative al ricorso al Deep Web;